NO. La differenza sta nel fatto che una carta dice esplicitamente di mettere in gioco un segnalino. Quindi il giocatore DEVE farlo. In PRIMO OBEREST ed URLO PRIMORDIALE il giocatore PUO' utilizzare segnalini se lo ritiene utile. Per queste carte poi, essendo homemade, al limite si può chiedere parere all'ideatore della carta, e scoprire se intendeva sottintendere il fatto che si devono utilizzare dei segnalini per applicare l'effetto della carta. Ed in quel caso sarebbero utili dei chiarimenti o errata che rendano pubblica ed ufficiale l'uso corretto della carta. Ma la brevità del testo non è una spiegazione. Vale quello che c'è scritto. Quello che ci aggiunge un giocatore per praticità può sempre essere soggetto a discussioni. E non si può trattarlo come una regola ufficiale.persivall ha scritto:a ben vedere però le carte che citano espressamente i segnalini lo fanno per una questione pratica: segnalo che l'effetto della carta si è concretizzato sul tal obiettivo (o nel tal modo) e quindi svolgono la stessa funzione dei segnalini "promemoria" messi dai giocatori ma non espressamente richiesti
la differenza tra Primo Oberst (o urlo primordiale) e dispositivo di mira è solo nel fatto che, magari anche per brevità di testo, non si è scritto che il tal effetto deve essere segnato ma te lo devi invece ricordare a memoria (proprio per evitare un proliferare selvaggio di segnalini) e quindi non vedo perchè ci si debba comportare in modo diverso con i loro effetti
Ma il non specificare QUANDO si verifichi questo termine non autorizza nessuno a decidere arbitrariamente quando questo termine debba avvenire.persivall ha scritto:Non vedo perchè dove non viene citato questo termine che vada "oltre" la presenza della carta questo effetto debba comunque protrarsi all'infinito
Il tacere un termine non significa automaticamente non aver termine
E' proprio perchè non c'è nessuna specifica sulla carta che dica SE l'effetto abbia un termine, che si deve supporre che il termine non ci sia. E quindi che l'effetto una volta applicato resta all'infinito (o finchè non succede qualcosa che lo cancelli)