NECROMANTHIA
- MichailVov
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Ann
Il corridoio finalmente è al termine. In fondo delle scalette salgono di sopra.
Beck le fa cenno di andare avanti... impugna l'arma come per mostrarle che le coprirà le spalle.
Comodo... mandare avanti una donna... che bastardo!
Ma Ann è temprata da uomini come lui ad essere forte abbastanza da sopportare quella parte... e passa avanti, sale i gradini... verso l'oscurità... fino a che non arriva a una botola sopra la sua testa, chiusa...
Lentamente la spinge verso l'alto...
La stanza in cui è sbucata è piccola, ricolma di casse e strumenti meccanici di vario tipo... a occhio e croce sembrerebbe un piccolo magazzino.
Anna esce dal buco, subito seguita da Beck.
Poi richiudono la botola e vi spostano sopra una grossa e pesante cassa.
Chiunque li sta seguendo, non riuscirà ad entrare... almeno non così facilmente...
Beck corre ad affacciarsi nel corridoio esterno. Poi fa cenno ad Ann di raggiungerlo.
"Siamo nella base." Osserva lui, scrutando con attenzione il fondo del corridoio. "La radio funziona?"
Ann la prova un momento... ma no, non funziona per niente.
"Allora stiamo vicini. Vedrai che andrà tutto bene..."
Quell'improvviso senso da paladino della giustizia fa accapponare la pelle ad Ann, ma si limita ad annuire.
"Di qua." Decreta infine Beck. "Cerchiamo gli altri!"
Il corridoio finalmente è al termine. In fondo delle scalette salgono di sopra.
Beck le fa cenno di andare avanti... impugna l'arma come per mostrarle che le coprirà le spalle.
Comodo... mandare avanti una donna... che bastardo!
Ma Ann è temprata da uomini come lui ad essere forte abbastanza da sopportare quella parte... e passa avanti, sale i gradini... verso l'oscurità... fino a che non arriva a una botola sopra la sua testa, chiusa...
Lentamente la spinge verso l'alto...
La stanza in cui è sbucata è piccola, ricolma di casse e strumenti meccanici di vario tipo... a occhio e croce sembrerebbe un piccolo magazzino.
Anna esce dal buco, subito seguita da Beck.
Poi richiudono la botola e vi spostano sopra una grossa e pesante cassa.
Chiunque li sta seguendo, non riuscirà ad entrare... almeno non così facilmente...
Beck corre ad affacciarsi nel corridoio esterno. Poi fa cenno ad Ann di raggiungerlo.
"Siamo nella base." Osserva lui, scrutando con attenzione il fondo del corridoio. "La radio funziona?"
Ann la prova un momento... ma no, non funziona per niente.
"Allora stiamo vicini. Vedrai che andrà tutto bene..."
Quell'improvviso senso da paladino della giustizia fa accapponare la pelle ad Ann, ma si limita ad annuire.
"Di qua." Decreta infine Beck. "Cerchiamo gli altri!"
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Yoshiro
Stanno fuggendo dai predatori.
Sono cinque. Yoshiro ne ha contati cinque... corrono come fossero felini, tigri... o leoni. Grandi balzi fluidi... alternati a strani ruggiti... le loro fauci sbavano minacciando di azzannarli...
Ajtana è davanti, corre come una lepre... dietro di lei c'è Antoine, mentre Konrad è subito dietro Yoshiro, a chiudere la fila.
Sono saliti al secondo livello tramite le scale di servizio ma in fondo al corridoio una finestra a vetri indica la fine della strada.
"Dobbiamo tentare una delle stanze!" Grida Ajtana, infilandosi nella prima porta a destra.
Antoine, subito dietro di lei, gira invece a sinistra.
"Dividiamoci!" Urla, sciomparendo dietro un'altra porta.
Yoshiro è confuso, quell'idiota di Antoine non avrebbe dovuto agire così... da stolto... ma in fondo se l'è cercata... quello che gli capiterà non dipende più da loro...
Yoshiro segue Ajtana a destra... e Konrad fa lo stesso.
Si richiudono la porta alle spalle.
La stanza è una specie di magazzino, con casse e scaffali pieni di roba.
Questo spiega perché non hanno trovato porte magnetiche ancora... gli uffici e i laboratori devono essere al terzo livello.
Tuttavia, questa stanza è anche dannatamente senza uscita.
SBRANG
L'uscio viene divelto e tre delle cinque creature fanno irruzione all'interno.
"Fuoco!" Grida Yoshiro iniziando a sparare a più non posso. "FUOCOOO!"
Stanno fuggendo dai predatori.
Sono cinque. Yoshiro ne ha contati cinque... corrono come fossero felini, tigri... o leoni. Grandi balzi fluidi... alternati a strani ruggiti... le loro fauci sbavano minacciando di azzannarli...
Ajtana è davanti, corre come una lepre... dietro di lei c'è Antoine, mentre Konrad è subito dietro Yoshiro, a chiudere la fila.
Sono saliti al secondo livello tramite le scale di servizio ma in fondo al corridoio una finestra a vetri indica la fine della strada.
"Dobbiamo tentare una delle stanze!" Grida Ajtana, infilandosi nella prima porta a destra.
Antoine, subito dietro di lei, gira invece a sinistra.
"Dividiamoci!" Urla, sciomparendo dietro un'altra porta.
Yoshiro è confuso, quell'idiota di Antoine non avrebbe dovuto agire così... da stolto... ma in fondo se l'è cercata... quello che gli capiterà non dipende più da loro...
Yoshiro segue Ajtana a destra... e Konrad fa lo stesso.
Si richiudono la porta alle spalle.
La stanza è una specie di magazzino, con casse e scaffali pieni di roba.
Questo spiega perché non hanno trovato porte magnetiche ancora... gli uffici e i laboratori devono essere al terzo livello.
Tuttavia, questa stanza è anche dannatamente senza uscita.
SBRANG
L'uscio viene divelto e tre delle cinque creature fanno irruzione all'interno.
"Fuoco!" Grida Yoshiro iniziando a sparare a più non posso. "FUOCOOO!"
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Hyrwinn
E' stanco di aspettare. Le cose non vanno assolutamente nel verso giusto, nessuno risponde alla radio, nessuno torna, nessuno lì sembra capire che l'unica cosa da fare è tornarsene al più presto su Luna.
Ma naturalmente, sarebbe sadico lasciare giù tutti quegli uomini a morire... il maggiore Atreides non potrebbe mai permetterlo, è fin troppo chiaro...
"Maggiore, sono passati quaranta minuti." Fà Hyrwinn, cercando di scalfire la corazza mentale dell'ufficiale.
"Lo so.2 Risponde lui, senza batter ciglio. "Aspettiamo ancora."
"E se chiamassimo il Consiglio?" Insiste Hyrwinn. "forse ci direbbero di tornare."
Atreides lo fulmina con lo sguardo.
"Aspettiamo" Ripete, deciso. "Almeno altri venti minuti."
"E poi?" Incalza Hyrwinn sotto gli sguardi tesi di Fairbanks e O'Leary.
"Poi chiamerò Fredrickson." risponde Atreides, senza neppure guardare il suo interlocutore negli occhi.
Hyrwinn si rilassa... venti minuti non sono pochi, ma può andare.
Tanto è chiaro, dice a se stesso... che non tornerà proprio nessuno tra venti minuti...
E' stanco di aspettare. Le cose non vanno assolutamente nel verso giusto, nessuno risponde alla radio, nessuno torna, nessuno lì sembra capire che l'unica cosa da fare è tornarsene al più presto su Luna.
Ma naturalmente, sarebbe sadico lasciare giù tutti quegli uomini a morire... il maggiore Atreides non potrebbe mai permetterlo, è fin troppo chiaro...
"Maggiore, sono passati quaranta minuti." Fà Hyrwinn, cercando di scalfire la corazza mentale dell'ufficiale.
"Lo so.2 Risponde lui, senza batter ciglio. "Aspettiamo ancora."
"E se chiamassimo il Consiglio?" Insiste Hyrwinn. "forse ci direbbero di tornare."
Atreides lo fulmina con lo sguardo.
"Aspettiamo" Ripete, deciso. "Almeno altri venti minuti."
"E poi?" Incalza Hyrwinn sotto gli sguardi tesi di Fairbanks e O'Leary.
"Poi chiamerò Fredrickson." risponde Atreides, senza neppure guardare il suo interlocutore negli occhi.
Hyrwinn si rilassa... venti minuti non sono pochi, ma può andare.
Tanto è chiaro, dice a se stesso... che non tornerà proprio nessuno tra venti minuti...
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Antoine
Fermo. Immobile. Nasosto dietro la porta.
Respiro. Uno, due. Respiro. Uno, due. Respiro...
Due creature gli sfrecciano davanti, precipitandosi nella stanza ruggendo, balzando sui tavoli e buttando giù sedie sotto il loro impeto selvaggio.
Antoine esce allo scoperto, punta il mitragliatore, opportunamente caricato sulla funzione sepciale del lanciagranate.
TA-CLACK!
Preme il grilletto.
La deflagrazione fa volare tavoli, sedie, creature e mezza parete... solleva polvere e cenere e fumo...
Antoine esce nel corridoio infilandosi nella porta dove ha visto fuggire i suoi compagni.
Semplice. Rapido. Efficace.
Sono le sue tre regole di combattimento... e di vita.
Niente paura. Niente panico.
Solo TRE parole.
Fermo. Immobile. Nasosto dietro la porta.
Respiro. Uno, due. Respiro. Uno, due. Respiro...
Due creature gli sfrecciano davanti, precipitandosi nella stanza ruggendo, balzando sui tavoli e buttando giù sedie sotto il loro impeto selvaggio.
Antoine esce allo scoperto, punta il mitragliatore, opportunamente caricato sulla funzione sepciale del lanciagranate.
TA-CLACK!
Preme il grilletto.
La deflagrazione fa volare tavoli, sedie, creature e mezza parete... solleva polvere e cenere e fumo...
Antoine esce nel corridoio infilandosi nella porta dove ha visto fuggire i suoi compagni.
Semplice. Rapido. Efficace.
Sono le sue tre regole di combattimento... e di vita.
Niente paura. Niente panico.
Solo TRE parole.
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Yoshiro
Le creature sfrecciano nella stanza sferzate dai proiettili e dai laser... Ajtana salta al di là di un tavolo, Konrad urla come un pazzo, sparando raffiche di mitra in ogni direzione... poi è un attimo, una creatura balza in avanti, Yoshiro indietreggia, le spara contro, inciampa in una sedia... le zanne scattano, il dolore è lancinante... il sangue in bocca, la morte, il buio...
Le creature sfrecciano nella stanza sferzate dai proiettili e dai laser... Ajtana salta al di là di un tavolo, Konrad urla come un pazzo, sparando raffiche di mitra in ogni direzione... poi è un attimo, una creatura balza in avanti, Yoshiro indietreggia, le spara contro, inciampa in una sedia... le zanne scattano, il dolore è lancinante... il sangue in bocca, la morte, il buio...
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Ann
Degli spari... provenienti da qualche parte dal livello soprastante...
"Li senti?" Fà Ronald, caricando l'arma.
"Sì." Risponde Ann. "Dobbiamo salire..."
Ronald la guarda come se fosse pazza.
"Che cosa? Io voglio USCIRE, non salire!"
Ann pensa di aver capito male le parole del compagno... o forse semplicemente Beck non capisce cosa possono significare quegli spari...
"Potrebbero essere i nostri compagni in pericolo..." Spiega Ann, certa che stavolta Ronald avrà tutto più chiaro.
Una bieca smorfia appare sul volto di Beck.
"Non me ne frega niente." Fà lui, cercando di essere chiaro. "Voglio solo portare a casa la pelle. Quindi, cechiamo un'uscita!"
Ann sta per replicare, ma Beck è già andato per la sua strada, alla ricerca della sua via d'uscita.
Degli spari... provenienti da qualche parte dal livello soprastante...
"Li senti?" Fà Ronald, caricando l'arma.
"Sì." Risponde Ann. "Dobbiamo salire..."
Ronald la guarda come se fosse pazza.
"Che cosa? Io voglio USCIRE, non salire!"
Ann pensa di aver capito male le parole del compagno... o forse semplicemente Beck non capisce cosa possono significare quegli spari...
"Potrebbero essere i nostri compagni in pericolo..." Spiega Ann, certa che stavolta Ronald avrà tutto più chiaro.
Una bieca smorfia appare sul volto di Beck.
"Non me ne frega niente." Fà lui, cercando di essere chiaro. "Voglio solo portare a casa la pelle. Quindi, cechiamo un'uscita!"
Ann sta per replicare, ma Beck è già andato per la sua strada, alla ricerca della sua via d'uscita.
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Hadiya
Michail è una persona che lei non riesce a capire.
Un attimo prima sembra un maledetto egoista, un attimo dopo si farebbe in quattro per te... alterna momenti di silenzio imbarazzante ad altri di forte socevolezza...
Ora sono nella base e il suono degli spari giunge fino al loro ovattato... e distante.
"Dobbiamo fare in fretta." Fà lei, convinta che Ronald e Ann siano in pericolo.
"Stiamo già facendo in fretta!" Michail non sembra intenzionato ad aumentare l'andatura. "Se..."
Poi si blocca.
Punta l'arma davanti a sé e resta immobile.
Hadiya non fa domande e lo imita, preparandosi al peggio.
Poi... qualcosa striscia fuori dall'angolo in fondo...
"Che... che cos'è?" Domanda lei, senza aspettarsi una vera risposta.
Michail esita prima di rispondere.
"Ma... così a occhio... sembra un Cairath."
Lei lo guarda sorpresa.
Poi Michail apre il fuoco sul Cairath, trasformandolo in un grumo di filamenti senza vita.
Raggiungono lentamente l'angolo e si sporgono oltre.
Non sembrano esserci altri pericoli... almeno per il momento.
Poi ecco di nuovo gli spari... ma stavolta sembrano decisamente più vicini...
Michail è una persona che lei non riesce a capire.
Un attimo prima sembra un maledetto egoista, un attimo dopo si farebbe in quattro per te... alterna momenti di silenzio imbarazzante ad altri di forte socevolezza...
Ora sono nella base e il suono degli spari giunge fino al loro ovattato... e distante.
"Dobbiamo fare in fretta." Fà lei, convinta che Ronald e Ann siano in pericolo.
"Stiamo già facendo in fretta!" Michail non sembra intenzionato ad aumentare l'andatura. "Se..."
Poi si blocca.
Punta l'arma davanti a sé e resta immobile.
Hadiya non fa domande e lo imita, preparandosi al peggio.
Poi... qualcosa striscia fuori dall'angolo in fondo...
"Che... che cos'è?" Domanda lei, senza aspettarsi una vera risposta.
Michail esita prima di rispondere.
"Ma... così a occhio... sembra un Cairath."
Lei lo guarda sorpresa.
Poi Michail apre il fuoco sul Cairath, trasformandolo in un grumo di filamenti senza vita.
Raggiungono lentamente l'angolo e si sporgono oltre.
Non sembrano esserci altri pericoli... almeno per il momento.
Poi ecco di nuovo gli spari... ma stavolta sembrano decisamente più vicini...
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Ajtana
"Kenjiiiii!" Urla lei, in preda all'orrore.
Ma Kenji non può più sentirla...
Le sue carni vengono dilaniate dalle fauci di quella creatura immonda... e lei non riesce neppure a muoversi per fuggire - chissà dove, poi - né a premere il grilletto.
Konrad le passa davanti, arrivando a un passo dal mostro e crivellandolo di colpi. L'ex-Ussaro grida nel suo solito modo folle, gli occhi sbarrati, iniettati di sangue, le vene del collo gonfie e la pelle arrossata... sta dando tutto se stesso, sfogando la propria rabbia fino all'ultima goccia...
Il mostro crolla al suolo in un lago di sangue scuro... e solo allora Ajtana si rende conto che anche le altre due bestie sono morte.
Konrad ha praticamente fatto tutto da solo...
In quel momento sulla soglia appare Antoine.
"Non mi dite." Esordisce guardandosi intorno stupito. "Soltanto una perdita. Non male, come squadra..."
Konrad lo fulmina con gli occhi, Ajtana fa altrettanto.
Restano così, immobili, indecisi sul da farsi.
Poi appare chiaro che ci sia solo una cosa da fare: uscire dalla base e tornare all'aeronave per informare il maggiore Atreides della situazione.
Se solo la radio funzionasse...
Ajtana prova a trasmettere... ma riesce a ricevere soltanto un grigio rumore di fondo...
"Kenjiiiii!" Urla lei, in preda all'orrore.
Ma Kenji non può più sentirla...
Le sue carni vengono dilaniate dalle fauci di quella creatura immonda... e lei non riesce neppure a muoversi per fuggire - chissà dove, poi - né a premere il grilletto.
Konrad le passa davanti, arrivando a un passo dal mostro e crivellandolo di colpi. L'ex-Ussaro grida nel suo solito modo folle, gli occhi sbarrati, iniettati di sangue, le vene del collo gonfie e la pelle arrossata... sta dando tutto se stesso, sfogando la propria rabbia fino all'ultima goccia...
Il mostro crolla al suolo in un lago di sangue scuro... e solo allora Ajtana si rende conto che anche le altre due bestie sono morte.
Konrad ha praticamente fatto tutto da solo...
In quel momento sulla soglia appare Antoine.
"Non mi dite." Esordisce guardandosi intorno stupito. "Soltanto una perdita. Non male, come squadra..."
Konrad lo fulmina con gli occhi, Ajtana fa altrettanto.
Restano così, immobili, indecisi sul da farsi.
Poi appare chiaro che ci sia solo una cosa da fare: uscire dalla base e tornare all'aeronave per informare il maggiore Atreides della situazione.
Se solo la radio funzionasse...
Ajtana prova a trasmettere... ma riesce a ricevere soltanto un grigio rumore di fondo...
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Ann
Un rumore... alle sue spalle. Ann si gira con l'arma spianata...
Ma resta immobile, sorpresa...
"Ann!" Hadiya avanza verso di lei sorridendo. "Stai bene?"
Dietro di lei c'è Vov, il pilota.
"Sì. Ma... Vernon è morto e Beck è... " si volta a cercarlo con lo sguardo, inutilmente. "è andato avanti a cercare un'uscita."
"Bene, troviamolo allora. " Fà Vov, passando avanti. "E usciamo di qua!"
Un rumore... alle sue spalle. Ann si gira con l'arma spianata...
Ma resta immobile, sorpresa...
"Ann!" Hadiya avanza verso di lei sorridendo. "Stai bene?"
Dietro di lei c'è Vov, il pilota.
"Sì. Ma... Vernon è morto e Beck è... " si volta a cercarlo con lo sguardo, inutilmente. "è andato avanti a cercare un'uscita."
"Bene, troviamolo allora. " Fà Vov, passando avanti. "E usciamo di qua!"
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Ken
Afferra il ricevitore con la velocità di un felino.
"Beck?"
"bzzz.. maggiore, mi sente? Sono fuori! E' lì? Passo."
Ken controlla la propria maschera antigas, poi scende nella camera stagna e da lì all'esterno.
"Dove sei, Beck? Passo."
"bzz.. sono qui, fuori della base... Vernon è morto...bzzzz..mostruosi! Ha capito, signore? E' assolutam....bzzzzz...qui! Maggiore, mi se...bzz... sso!"
"Beck!" Ken crede di aver afferrato il senso del messaggio, di sicuro ha sentito che Vernon è morto... e questo basta a metterlo in allarme.
"Rientrate!" Ordina Ken. "Mi senti Beck? Rientrate! Chiudo!"
Si guarda un momento intorno, ma laggiù nei pressi della base non vede nessuno. Se Beck è fuori, deve trovarsi sul lato opposto.
Fa per voltarsi... quando un bagliore attira la sua attenzione.
Lassù, tra le colline... qualcuno. E un'arma. Un fucile forse...
Improvvisamente sa di essere in pericolo e rientra.
Se c'è un cecchino appostato su quelle colline... allora significa che qualcuno vuole uccidere uno di loro... e Ken non ha dubbi su chi sia il bersaglio: O'Leary.
Afferra il ricevitore con la velocità di un felino.
"Beck?"
"bzzz.. maggiore, mi sente? Sono fuori! E' lì? Passo."
Ken controlla la propria maschera antigas, poi scende nella camera stagna e da lì all'esterno.
"Dove sei, Beck? Passo."
"bzz.. sono qui, fuori della base... Vernon è morto...bzzzz..mostruosi! Ha capito, signore? E' assolutam....bzzzzz...qui! Maggiore, mi se...bzz... sso!"
"Beck!" Ken crede di aver afferrato il senso del messaggio, di sicuro ha sentito che Vernon è morto... e questo basta a metterlo in allarme.
"Rientrate!" Ordina Ken. "Mi senti Beck? Rientrate! Chiudo!"
Si guarda un momento intorno, ma laggiù nei pressi della base non vede nessuno. Se Beck è fuori, deve trovarsi sul lato opposto.
Fa per voltarsi... quando un bagliore attira la sua attenzione.
Lassù, tra le colline... qualcuno. E un'arma. Un fucile forse...
Improvvisamente sa di essere in pericolo e rientra.
Se c'è un cecchino appostato su quelle colline... allora significa che qualcuno vuole uccidere uno di loro... e Ken non ha dubbi su chi sia il bersaglio: O'Leary.
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Jim
Eccoli... stanno uscendo dalla base finalmente... hanno l'aria trafelata e sono in numero inferiore a prima... dunque la sensazione circa gli spari era esatta... e adesso che succderà?
Se ripartono, Jim non potrà assolvere al suo compito... e Fredrickson non ne sarà affatto contento.
Deve inventarsi qualcosa... ma cosa?
Eccoli... stanno uscendo dalla base finalmente... hanno l'aria trafelata e sono in numero inferiore a prima... dunque la sensazione circa gli spari era esatta... e adesso che succderà?
Se ripartono, Jim non potrà assolvere al suo compito... e Fredrickson non ne sarà affatto contento.
Deve inventarsi qualcosa... ma cosa?
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Ajtana
Attraverso il vetro, laggiù sulla pista di atterraggio, vede i suoi compagni. Beck, Mayer, Vov e la bella Hadiya. Procedono spediti.
Ajtana cerca una maniglia ma si accorge con rammarico che quella finestra non può essere aperta.
"Aspetta." Van Muren le passa accanto e punta la canna contro il vetro.
Il proiettile però vi si conficca dentro, restandovi incastrato.
"Dannazione!" Esclama l'uomo, inviperito. "E' una cazzo di finestra blindata!"
Van Muren spara altri quattro colpi, riuscendo a dare all'apertura le dimensioni di una mela.
Ajtana vi accosta le labbra e grida: "MAYER! BECK! VOOOV! SIAMO QUASSU'!"
Il gruppo si ferma... eccetto Beck, che continua a correre senza voltarsi.
Vov si gira verso l'alto e la vede. La indica!
Poi scambia due parole con le due donne e le saluta con un cenno, tornando rapidamente indietro.
"Uno solo." E' lo sprezzante commento di Dupont. "Il pilota. Roba da non credere..."
"Meglio che niente." Obietta lei, infastidita.
"Andiamogli incontro." Propone Van Muren. "Non mi piace stare fermo."
Dupont gli lancia un'occhiataccia.
"Vai tu, se proprio insisti. Attirerai tutti i mostri di questa base! Non mi pare una grande idea..."
Van Muren gli si para davanti, sovrastandolo in altezza di almeno quindici centimetri.
"Allora ascolta questa... "Propone Van Muren. "Adesso ti ammazzo!"
"Konrad!" Ajtana è spaventata... non intende restare sola perché quei due intendono farsi fuori a vicenda. "Basta! Risolvete dopo i vostri problemi! Ora dobbiamo uscire di qui!"
I due uomini si scambiano un'ultima occhiata fulminante, poi abbassano la guardia, tornando a rilassarsi.
"Io non resto qui." Riprende Van Muren, dirigendosi verso la porta.
"Vado con lui." Dice lei a Dupont, che a quanto pare non intende seguirli.
Ajtana non intende insistere oltre. La vita di Dupont, da questo momento in poi, non dipenderà più da nessuno di loro, ma soltanto da lui stesso.
Attraverso il vetro, laggiù sulla pista di atterraggio, vede i suoi compagni. Beck, Mayer, Vov e la bella Hadiya. Procedono spediti.
Ajtana cerca una maniglia ma si accorge con rammarico che quella finestra non può essere aperta.
"Aspetta." Van Muren le passa accanto e punta la canna contro il vetro.
Il proiettile però vi si conficca dentro, restandovi incastrato.
"Dannazione!" Esclama l'uomo, inviperito. "E' una cazzo di finestra blindata!"
Van Muren spara altri quattro colpi, riuscendo a dare all'apertura le dimensioni di una mela.
Ajtana vi accosta le labbra e grida: "MAYER! BECK! VOOOV! SIAMO QUASSU'!"
Il gruppo si ferma... eccetto Beck, che continua a correre senza voltarsi.
Vov si gira verso l'alto e la vede. La indica!
Poi scambia due parole con le due donne e le saluta con un cenno, tornando rapidamente indietro.
"Uno solo." E' lo sprezzante commento di Dupont. "Il pilota. Roba da non credere..."
"Meglio che niente." Obietta lei, infastidita.
"Andiamogli incontro." Propone Van Muren. "Non mi piace stare fermo."
Dupont gli lancia un'occhiataccia.
"Vai tu, se proprio insisti. Attirerai tutti i mostri di questa base! Non mi pare una grande idea..."
Van Muren gli si para davanti, sovrastandolo in altezza di almeno quindici centimetri.
"Allora ascolta questa... "Propone Van Muren. "Adesso ti ammazzo!"
"Konrad!" Ajtana è spaventata... non intende restare sola perché quei due intendono farsi fuori a vicenda. "Basta! Risolvete dopo i vostri problemi! Ora dobbiamo uscire di qui!"
I due uomini si scambiano un'ultima occhiata fulminante, poi abbassano la guardia, tornando a rilassarsi.
"Io non resto qui." Riprende Van Muren, dirigendosi verso la porta.
"Vado con lui." Dice lei a Dupont, che a quanto pare non intende seguirli.
Ajtana non intende insistere oltre. La vita di Dupont, da questo momento in poi, non dipenderà più da nessuno di loro, ma soltanto da lui stesso.
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Hyrwinn
Beck e le due donne sono tornati. Raccontano di strani mostri striscianti, Cairath e Dio solo sa cos'altro...
Il maggiore assorbe tutte le informazioni come una spugna... è bianco come un lenzuolo e nei suoi occhi traspare tutto il suo sconforto.
Quando i tre hanno finito, Atreides afferra la radio e chiama Fredrickson.
Ascoltiamo tutti.
"Signore, sono Atreides. Passo"
"Maggiore... novità?" La voce dall'altra parte è disturbata.
"Signore, la base è deserta. Ci sono... ci sono dei mostri quaggiù... l'Oscura Simmetria ha raggiunto anche questo avamposto... inoltre, ecco... credo che qualcuno si spii dalle colline intorno. Forse un cecchino!"
Un cecchino? Hyrwinn è sorpreso... di questo il maggiore non aveva parlato...
"Ne è sicuro, maggiore?"
"Dei mostri sono sicuro." Atreides fà una pausa. "Abbiamo perso un uomo."
Silenzio.
"Signore?"
"Maggiore, la vostra missione è prioritaria." La voce di Fredrickson è fredda e decisa. "DOVETE ENTRARE NELLA BASE. Lei deve condurre Levantes e O'Leary all'interno. Loro sanno cosa devono fare."
Saperlo? Hyrwinn è più che perplesso... in fondo tutto ciò che sa è di dover portare dentro quella dannata testata... ma non ha idea chi sia il destinatario.
"E', lì Levantes?"
"Sì, signore. "Risponde il maggiore. "Può sentirla."
"Me lo passi in privato."
Atreides appare contrariato... se non addirittura umiliato, e Hyrwinn lo può capire, perché in qualità di comandante del gruppo dovrebbe conoscere tutti i dettagli della missione... ma suo malgrado obbedisce.
Hyrwinn ha ora Frdrickson in cuffia.
"Sono qui."
"Hyrwinn, devi portare la testata nella base, piazzarla nell'ultimo livello, nei sotterranei, e farla detonare."
"CHE COSA?" Hyrwinn è allibito. Questo poi non l'avrebbe mai immaginato...
"NON FARTI SCOPRIRE!"
Hyrwinn riprende il controllo.
"Signore, ma..."
HYRWINN! Obbedisci! Ti basterà programmarla in trenta minuti. Avrete tutto il tempo di andarvene, poi. E un'altra cosa: NON DEVI immischiarti in quello che accadrà intorno a te. E' tutto programmato... e soprattutto NON LEGARE CON NESSUNO! SPECIALMENTE CON O'LEARY! E' CHIARO?"
"Sì... cioè non molto."
"NON INTERFERIRE CON LE LORO MOSSE O CON QUELLE DI EVENTUALI ESTERNI."
"Signore... " Hyrwinn è in forte imbarazzo. Vorrebbe mandarlo al diavolo ma sa di essere in suo potere per via del suo passato. "Sì, signore. Farò così."
"Un'ultima cosa. " La voce di Fredrickson si fa sussurrante. "Verrai contattato da qualcuno con questa parola d'ordine: MORTE AGLI ERETICI. Sarà lui a darti il benestare per l'attivazione della testata. NON farlo prima."
"Signore, chi..."
"SILENZIO! Saprai tutto a tempo debito. Per ora asseconda Atreides, ma ricorda: i miei ordini sono superiori a quelli che ti darà lui... mi sono spigato?"
"Certo, signore."
"Bene. Buona fortuna."
Beck e le due donne sono tornati. Raccontano di strani mostri striscianti, Cairath e Dio solo sa cos'altro...
Il maggiore assorbe tutte le informazioni come una spugna... è bianco come un lenzuolo e nei suoi occhi traspare tutto il suo sconforto.
Quando i tre hanno finito, Atreides afferra la radio e chiama Fredrickson.
Ascoltiamo tutti.
"Signore, sono Atreides. Passo"
"Maggiore... novità?" La voce dall'altra parte è disturbata.
"Signore, la base è deserta. Ci sono... ci sono dei mostri quaggiù... l'Oscura Simmetria ha raggiunto anche questo avamposto... inoltre, ecco... credo che qualcuno si spii dalle colline intorno. Forse un cecchino!"
Un cecchino? Hyrwinn è sorpreso... di questo il maggiore non aveva parlato...
"Ne è sicuro, maggiore?"
"Dei mostri sono sicuro." Atreides fà una pausa. "Abbiamo perso un uomo."
Silenzio.
"Signore?"
"Maggiore, la vostra missione è prioritaria." La voce di Fredrickson è fredda e decisa. "DOVETE ENTRARE NELLA BASE. Lei deve condurre Levantes e O'Leary all'interno. Loro sanno cosa devono fare."
Saperlo? Hyrwinn è più che perplesso... in fondo tutto ciò che sa è di dover portare dentro quella dannata testata... ma non ha idea chi sia il destinatario.
"E', lì Levantes?"
"Sì, signore. "Risponde il maggiore. "Può sentirla."
"Me lo passi in privato."
Atreides appare contrariato... se non addirittura umiliato, e Hyrwinn lo può capire, perché in qualità di comandante del gruppo dovrebbe conoscere tutti i dettagli della missione... ma suo malgrado obbedisce.
Hyrwinn ha ora Frdrickson in cuffia.
"Sono qui."
"Hyrwinn, devi portare la testata nella base, piazzarla nell'ultimo livello, nei sotterranei, e farla detonare."
"CHE COSA?" Hyrwinn è allibito. Questo poi non l'avrebbe mai immaginato...
"NON FARTI SCOPRIRE!"
Hyrwinn riprende il controllo.
"Signore, ma..."
HYRWINN! Obbedisci! Ti basterà programmarla in trenta minuti. Avrete tutto il tempo di andarvene, poi. E un'altra cosa: NON DEVI immischiarti in quello che accadrà intorno a te. E' tutto programmato... e soprattutto NON LEGARE CON NESSUNO! SPECIALMENTE CON O'LEARY! E' CHIARO?"
"Sì... cioè non molto."
"NON INTERFERIRE CON LE LORO MOSSE O CON QUELLE DI EVENTUALI ESTERNI."
"Signore... " Hyrwinn è in forte imbarazzo. Vorrebbe mandarlo al diavolo ma sa di essere in suo potere per via del suo passato. "Sì, signore. Farò così."
"Un'ultima cosa. " La voce di Fredrickson si fa sussurrante. "Verrai contattato da qualcuno con questa parola d'ordine: MORTE AGLI ERETICI. Sarà lui a darti il benestare per l'attivazione della testata. NON farlo prima."
"Signore, chi..."
"SILENZIO! Saprai tutto a tempo debito. Per ora asseconda Atreides, ma ricorda: i miei ordini sono superiori a quelli che ti darà lui... mi sono spigato?"
"Certo, signore."
"Bene. Buona fortuna."
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